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I giornalisti
italiani, d'intesa con Telefono Azzurro,
a cinque anni dall'approvazione della
Carta di Treviso, ne riconfermano
il valore e ne ribadiscono i principi
a salvaguardia della dignità
e di uno sviluppo equilibrato dei
bambini e degli adolescenti - senza
distinzioni di sesso, razza, etnia
o religione -, anche in funzione di
uno sviluppo della conoscenza dei
problemi minorili e per ampliare nell'opinione
pubblica una cultura dell'infanzia
pur prendendo spunto da fatti di cronaca.
In considerazione
delle ripetute violazioni della "Carta",
ritengono utile sottolineare alcune
regole di comportamento, peraltro
non esaustive dell'impegno, anche
in applicazione delle norme nazionali
ed internazionali in vigore.
1) Al bambino
coinvolto - come autore, vittima o
teste - in fatti di cronaca, la cui
diffusione possa influenzare negativamente
la sua crescita, deve essere garantito
l'assoluto anonimato. Per esempio
deve essere evitata la pubblicazione
di tutti gli elementi che possono
portare alla sua identificazione,
quali le generalità dei genitori,
l'indirizzo dell'abitazione o il Comune
di residenza nel caso di piccoli centri,
l'indicazione della scuola cui appartenga.
2) Per quanto
riguarda i casi di affidamento o adozione
e quelli di genitori separati o divorziati,
fermo restando il diritto di cronaca
o di critica circa le decisioni dell'autorità
giudiziaria e l'utilità di
articoli e inchieste, occorre comunque
anche in questi casi tutelare l'anonimato
del minore per non incidere sull'armonico
sviluppo della sua personalità.
3) Il bambino
non va intervistato o impegnato in
trasmissioni televisive o radiofoniche
che possano ledere la sua dignità,
né turbato nella sua privacy
o coinvolto in una pubblicità
che possa ledere l'armonico sviluppo
della sua personalità e ciò
a prescindere dall'eventuale consenso
dei genitori.
4) Nel caso
di bambini malati, feriti o disabili,
occorre porre particolare attenzione
nella diffusione delle immagini e
delle vicende al fine di evitare che,
in nome di un sentimento pietoso,
si arrivi a un sensazionalismo che
finisce per divenire sfruttamento
della persona.
I giornalisti
riuniti a Venezia e Treviso il 23-24-25
novembre del 1995 per il Convegno
"Il Bambino e l'informazione"
impegnano inoltre
- il Comitato
Nazionale di Garanzia a:
a) diffondere la normativa esistente;
b) pubblicizzare i propri provvedimenti
anche attraverso un bollettino;
c) attuare l'Osservatorio previsto
dalla Carta di Treviso;
d) organizzare una conferenza annuale
di verifica dell'attività svolta
e di presentazione dei dati dell'Osservatorio;
e) coinvolgere nell'applicazione della
Carta di Treviso in modo più
diretto i direttori di quotidiani,
agenzie stampa, periodici, notiziari
televisivi e radiofonici;
f) sollecitare la creazione di uffici
stampa presso i tribunali per i minorenni;
g) sviluppare in positivo la creazione
di spazi informativi e di comunicazione
per i minori affinché se ne
possa parlare nella loro normalità
e non soltanto nell'emergenza;
- il Consiglio
Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti
a:
a) prevedere che nella riforma dell'Ordine
sia semplificata la procedura disciplinare
e contemplata la sanzione accessoria
della pubblicazione del provvedimento;
b) organizzare seminari e incontri
e quanto sia utile per confrontare
l'iniziativa dei Consigli regionali
dell'Ordine;
c) coinvolgere le scuole di giornalismo
come centri di monitoraggio
Treviso,
25 novembre 1995
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